La Maria Zanella
Teatris Aps
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- Sabato 11/04
- dalle 21:00 alle 22:55
- Da € 8.00 a € 10.00
- S. PIO X - PIOX
Via S. Pio X, 11, 36050 Cartigliano
Argot Produzioni in collaborazione con Associazione Teatris:
Uno spettacolo “cult”, Premio Ubu 2005 per l’interpretazione di Maria Paiato, viene ripreso oggi nell’interpretazione di Michela Dellai per la sua straordinaria attualità, in un periodo dove purtroppo le alluvioni sono all’ordine del giorno e le devastazioni ambientali generano drammi personali di enorme impatto.
Una casa che reca ancora sulla facciata i segni, la riga nera, dell’alluvione, quella accaduta in Polesine nel 1951. Il testo racconta le paure, le angosce e le malinconie vissute da Maria Zanella, costretta dalla sorella a vendere quella casa, rovinata dall’alluvione, dove è nata e cresciuta e che è intrisa dei suoi ricordi. Maria riuscirà a dare un’originale risposta alle sue paure, quelle che l’assalgono di notte, e che sono quelle di tutti coloro che conoscono l’inesorabile dolore del distacco da ogni luogo affettivo.
ESTRATTI STAMPA
Il commovente monologo “La Maria Zanella” in scena a Marostica ha colpito per la potente interpretazione dell’attrice Michela Dellai... L’applauso conclusivo regala la giusta dose di umanità che eleva la serata tra i momenti da ricordare di questo 2024.
(Lorenzo Parolin, Il Giornale di Vicenza, 30 ottobre 2024)
LA MARIA ZANELLA atto d’amore doloroso
La Maria Zanella è un atto d’amore doloroso, come una partitura sulla memoria, sulla perdita di identità e sul desiderio di non essere abbandonati a sé stessi, questo flusso di parole cui la protagonista dovrà dare il senso di ricordi rimossi per distrazione, la consapevolezza di non sentirsi amata per quello che si è.
(Rodolfo Di Giammarco, La Repubblica, 17 maggio 2002)
Una giovane, l’alluvione e una casa in vendita
Dietro la storia di La Maria Zanella, storia di ordinaria follia di una donna segnata per sempre dall’alluvione del Polesine del 1951 descritta con struggente verità nel bel monologo di Sergio Pierattini, dietro la riga nera che il Po lasciò sulla casa di Maria, dietro la vita di una piccola donna colpita nel cuore e nella mente dalle acque nere e vorticose in cui cadde da bimba durante la fuga dalla piena, c’è un mondo che sta scomparendo, il mondo contadino con le sue cascine che diventano seconde case e radici che vengono negate e cancellate. [...].
(Magda Poli, Corriere della Sera, 4 dicembre 2005)
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